La scelta dei materiali da costruzione e la qualità di uno spazio

In questo approfondimento cerchiamo di capire in che modo la scelta dei materiali da costruzione influisce sulla qualità, intesa non dal punto di vista estetico-formale ma relativa alla salubrità, degli ambienti.

Nello specifico è importante che sia il costruttore che il progettista siano consapevoli dell’utilizzo dei materiali affinchè possano contribuire a rendere l’edificio un organismo in grado di rendere stabile e migliorare la qualità dell’aria degli ambienti che produce.

I materiali difatti emettono delle sostanze durante il loro ciclo vitale detti Composti Organici Volatili, che sono degli inquinanti di natura chimica rilasciati da moltissimi materiali da costruzione. In particolare si riferiscono ai materiali per le finiture interne come vernici e adesivi, rivestimenti lignei, resilienti che contengono sostanze che vengono rilasciate negli ambienti e risultano tossiche per l’uomo.

Esistono diversi fattori in grado di influenzare il comportamento dei suddetti materiali per il rilascio dei Composti Organici Volatili: temperatura, umidità, ricambi d’aria,quantità di prodotto in relazione al volume dell’ambiente, età e stato di conservazione del materiale, condizioni di utilizzo e modalità di manutenzione e pulizia.

La temperatura e l’umidità influiscono sui processi di assorbimento e rilascio delle sostanze (che sono più elevati in presenza di alta umidità e temperatura) mentre i frequenti ricambi d’aria ne favoriscono la diluizione.

La quantità di prodotto in grado di rilasciare i composti è certamente un elemento rilevante così come l’età del materiale in relazione al suo stato di conservazione.

Gli effetti sulla salute

Gli inquinanti presenti negli ambienti interni possono provocare danni di diversa natura: dall’acuirsi di episodi allergici fino a patologie ben più gravi.

In realtà è molto difficile individuare quali siano gli inquinanti più nocivi poichè è solita una presenza concomitante di diversi agenti inquinanti che spesso non sono diretti ma risultanti di attività sinergiche tra materiali stessi.

In alcuni casi invece sono state riconosciute patologie derivanti da uno specifico agente inquinante indoor, come il radon, che genera processi tumorali ai polmoni se respirato costantemente poichè agisce sulle mucose polmonari.

Per la stragrande maggioranza di essi quindi non sono stati accertati sufficienti elementi per poterli definire cancerogeni. Spesso però si hanno reazioni che si sviluppano attraverso una sintomatologia generica di malessere come mal di testa, bruciori cutanei che possono essere riferiti alla cosiddetta Sick Building Syndrome, ovvero la sindrome da edificio malato.

Come scegliere i materiali edilizi

Alla luce di queste brevi considerazioni sul possibile pericolo nell’utilizzo di materiali che contengono potenziali agenti inquinanti andiamo ad esaminare gli aspetti che ci consentono una maggiore consapevolezza nella scelta dei materiali per i nostri ambienti.

E’ fondamentale dunque scegliere materiali in relazione agli usi specifici e alle condizioni di esercizio dell’ambiente (temperatura e umidità).Ricordiamo che temperature e umidità alte possono favorire il rilascio di sostanze dannose da specifici materiali.

Ove possibile evitare l’uso di materiali assorbenti in grado di innescare meccanismi di assorbimento e rilascio successivo.

Assicurarsi che i materiali impiegati siano stabili e durevoli e che consentano una manutenzione regolare.

posa piastrelle

Le modalità di posa influiscono sulla salubrità di un ambiente.

Studiare la scelta del materiale anche in relazione al fatto che eventualmente gli occupanti possano toccarlo di frequente e che le componenti siano facilmente pulibili senza l’uso eccessivo di materiali chimici.

In particolare scegliere materiali a basse emissioni nocive, scegliere tecniche di posa idonee (evitare l’uso smodato di collanti o usare collanti basso-emissivi), scegliere trattamenti post-finitura poco inquinanti, rispettare i tempi di maturazione e presa dei materiali prima di occupare gli spazi.

Non solo la scelta del materiale è importante in relazione alle emissività dello stesso ma anche le modalità di posa rappresentano un momento critico che può influire sulle capacità di emissione del materiale adoperato.

Ad esempio impiegando prodotti di derivazione sintetica è consigliabile condizionare il prodotto prima dell’installazione per evitare che il prodotto arrivi sigillato in confezioni stagne e al momento della posa possa entrare a contatto con materiali assorbenti che possano rilasciare in futuro gli agenti inquinanti.

E’ preferibile inoltre utilizzare modalità di posa a secco invece che utilizzare collanti e adesivi di origine chimica, scegliere prodotti certificati e testati e orientarsi su soluzioni che contrastino l’insorgenza di fenomeni inquinanti.

Il quadro legislativo in merito alla qualità dei materiali da costruzione

Cerchiamo di capire quali siano le normative che fanno riferimento alla qualità dei materiali da costruzione per la tutela della salute e della sicurezza ambientale.

La direttiva 89/106/CEE indica che un prodotto da costruzione può essere immesso sul mercato solo se nell’opera nella quale viene incorporato soddisfa uno, più o tutti i sei requisiti essenziali (resistenza meccanica e stabilità, sicurezza in caso di incendio, igiene e salute, sicurezza nell’impiego, protezione contro i rumori e risparmio energetico.

Il terzo requisito fa riferimento agli aspetti che riguardano il controllo dell’inquinamento interno.

Inoltre viene sottolineato, nel documento interpretativo emanato dal Consiglio Permanente della Direttiva in data 22 luglio 1993, che l’opera deve essere concepita e costruita in modo da non compromettere l’igiene o la salute degli occupanti o dei vicini e in particolare in modo da non provocare lo sviluppo di gas tossici, presenza nell’aria di particelle o gas pericolosi, emissioni di radiazioni pericolose, inquinamento e tossicità dell’acqua e del suolo, difetti nella eliminazione delle acque di scarico, di fumi e di rifiuti solidi o liquidi

Fibre di amianto

Fibre di amianto.

Esistono poi altre norme che individuano i materiali pericolosi per la salute e che quindi ne limitano o vietano la vendita ( Direttiva 76/769/CEE) e che sono:

Fibre d’amianto: vietate in qualsiasi forma di impiego.

Carbonati di piombo  e solfati di piombo: non sono ammessi come componenti delle vernici fatta eccezione per il restauro e manutenzione di edifici storici e opere d’arte.

Composti di mercurio e arsenico: non sono ammessi come sostanze e componenti di preparati destinati per la protezione del legno.

Pentaclorofenolo e i suoi sali: ammessi per la conservazione del legno in quantità inferiori allo 0,1%.

Cadmio: non può essere utilizzato, anche i suoi composti, nelle pitture nè come stabilizzatore di prodotti finiti fabbricati.

Preparati contenenti creosoto, olio di creosoto, catrame di carbone, olio di nafralene, olio di antracene, fenoli di catrame, creosoto dal legno: solitamente vengono impiegati per il trattamento del legno non possono essere mai impiegati per il trattamento di elementi decorativi all’interno di edifici e con alcune limitazioni possono essere impiegati solo per usi professionali e industriali.

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