Sciencepark a Gelsenkirchen: sistema sostenibile

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Lo Sciencepark si trova a Gelsenkkirchen, una località nella germania occidentale ed è composto da nove padiglioni collegati e messi a sistema grazie ad una galleria lunga circa 300 metri che ospita anch’essa spazi ad uso prevalentemente di ufficio. In totale i padiglioni e la galleria sviluppano quasi 20.000 metri quadri. In prossimità degli edifici è stata prevista una area dedicata ai parcheggi che può ospitare quasi 200 veicoli.

Questo fu uno dei principali progetti commissionato dall’IBA (Emscher Park Internationale Bauausstellung) per rivitalizzare l’area industriale della Ruhr (nel quale l’edificio è collocato) nel 1992.

Nel 1995 questo edificio vince il German Architecture Prize. 

L’obiettivo di questo progetto era quello di realizzare un edificio in grado di ospitare un centro di ricerca e sviluppo con moderne tecnologie di sostenibilità ambientale ed energetiche. I padiglioni sono collocati in una zona caratterizzata dalla presenza di un clima temperato che durante la stagione invernale sfiora i 10 gradi sottozero e nella stagione estiva raggiunge i 28 gradi centigradi.

Caratteristiche di progetto

Il complesso è il risultato di una gara indetta nel 1989 e vinta dallo studio Uwe Kiessler and Partner di Monaco di Baviera che si è occupato della progettazione, coadiuvato da Herbert Nowak per la parte ingegneristica.

L’idea del progettista era quella di creare un nuovo tipo di edificio industriale con uffici e laboratori che fosse caratterizzato da una serie di elementi collegati con un unico edificio a stecca e con la presenza di un parco.

La ventilazione naturale come punto di partenza 

Fondamentale è stata la scelta di utilizzare la ventilazione naturale per fornire il raffrescamento dei padiglioni e della galleria. La forma finale dunque è una grande galleria orientata secondo l’asse nord-sud nel margine est del parco.

I nove padiglioni, con sistemi di partizione interna flessibili e legati all’uso, sono localizzati nella parte est della galleria mentre nella zona ovest è stata realizzata  una arcata di sezione triangolare vetrata.

I padiglioni sono profondi circa 12 metri e sono stati concepiti separatamente per favorire la ventilazione naturale dei singoli ambienti e le facciate sono state realizzate con moduli da 1,40 metri costituiti da elementi vetrati con lamelle regolabili che potessero garantire soluzioni differenti in funzione del microclima interno richiesto.

L’orientamento dei padiglioni inoltre consente un adeguato apporto di radiazione solare attraverso una serie di schermature motorizzate che consento di aprire e chiudere la facciata liberamente.

Impianti e sistemi tecnologici

La facciata inclinata del parco della scienza.

La copertura inclinata del parco della scienza.

Le condizioni ambientali interne sono regolate sia nei padiglioni che nella galleria grazie a una combinazione di sistemi attivi e passivi di riscaldamento e raffrescamento.

L’acqua calda è fornita grazie all’allacciamento con il sistema generale del distretto cittadino che consente la distribuzione su tutto il complesso edilizio.

Il sistema di riscaldamento tramite radiatori è programmato per spegnersi quando le finestre e le lamelle che garantiscono la ventilazione sono aperte.

La facciata inclinata vetrata consente di immagazzinare calore durante i periodi invernali per potere riscaldare gli ambienti.

Un impianto fotovoltaico (da 210 kWp) è stato installato sulla copertura dell’edificio che producono globalmente 190.000 kWh.

Questionario di valutazione dell’efficienza dell’edificio

Il questionario è stato sottoposto in due tornate, nel 2002 e nel 2006; coloro che hanno risposto sono 51 persone nel 2002 e 30 nel 2006.

L’edificio mediamente è occupato da personale che lavora circa 4,5 giorni alla settimana oltre 8 ore al giorno.

sistema sostenibile

Particolare della copertura inclinata.

La maggior parte degli impiegati ha una età superiore ai trenta anni e circa il 70 % di essi ha lavorato nell’edificio per oltre un anno.

La percentuale di uomini e donne è variata in base al periodo di rilevamento: 40 % donne e 60 % uomini nel 2002 mentre nel 2006 la situazione è speculare (60% donne e 40% uomini).

Gli indici di rilevamento hanno fornito anche qui dati significativi e generalmente molto buoni.

Sono stati rilevate percentuali di insoddisfazione rilevanti per quanto riguarda la percezione dell’umidità e  problemi nel raffrescamento durante i periodi estivi.

I parametri relativi al rumore invece sono tutti in linea (o superiori) ai benchmark precedentemente fissati.

Nel corso della seconda trance di rilevazione non ci sono state variazioni rilevanti. Qualche problema è stato rilevato nella gestione e il controllo della radiazione luminosa attraverso le schermature motorizzate e la gestione delle temperature durante i periodi estivi, spesso giudicate eccessive.

Questo è stato determinato da alcuni problemi nella schermatura della copertura inclinata che, in condizioni di chiusura durante il periodo estivo, non garantiva l’ombreggiamento completo del sistema. (I dati del questionario di valutazione sono tratti da ” Users’ perceptions of health and productivity in sustainable buildings di Baird, G. and Oosterhoff, H.”)

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