Sezione aurea e proporzioni per un’architettura armonica

Quando si affronta lo sforzo progettuale l’aspetto estetico, nelle sue diverse accezioni, è certamente un elemento di forte considerazione per il progettista. Ma come potremmo definire un progetto armonico? Sicuramente l’armonia in architettura è coerenza compositiva ovvero la ripetizione o l’organizzazione di elementi in maniera ordinata secondo leggi ben precise. Una di queste è il cosidetto rapporto aureo che possiamo sintetizzare come un modulo che aderisce perfettamente alla costituzione propria delle cose.

La sezione aurea

Questa proporzione aurea è presente dunque nella stragrande maggioranza delle forme che possiamo trovare in natura e negli schemi che regolano la crescita degli esseri viventi. In termini pratici possiamo definirla come una serie continua in cui ogni elemento è medio proporzionale tra il precedente e il seguente. Se noi banalmente prendiamo un segmento retto la sua sezione aurea sarà quel punto di divisione in cui il rapporto tra l’intero segmento con la sua parte maggiore è lo stesso che intercorre tra parte maggiore e parte minore.

Normalmente questo punto viene determinato con il valore medio di 0,618 ed è chiamato numero d’oro (rapporto aureo).

In particolare Leonardo da Vinci studiò questo affascinante campo delle proporzioni individuando un rettangolo aureo che è composto da lati di lunghezza 1 e 1,618 (con rapporto appunto di 0,618).

uomo vitruviano leonardo

L'uomo vitruviano di Leonardo.

Un altro studioso che si occupò di questi aspetti fu il matematico Leonardo Pisano detto Fibonacci che individuo sulla base di alcune considerazioni proporzionali una serie di numeri in cui esiste una relazione per cui ogni termine è uguale alla somma dei due precedenti.

Se noi rapportiamo questi numeri vedremmo che il rapporto cresce fino a raggiungere proprio il rapporto aureo. Per gli studiosi ,ad esempio, di botanica queste riflessioni non sono assolutamente nuove poichè sono certamente riscontrabili nelle forme di sviluppo e crescita naturale dei sistemi simmetrici; così vale per gli studiosi dei minerali fino ad arrivare addirittura agli animali e all’uomo.

L’uomo è certamente un sistema coerente, ben strutturato e simmetrico quindi è possibile riscontrare nella sua composizione fisica elementi riferibili alla misura aurea. Per esempio la distanza tra ombelico e il terreno moltiplicata per il numero aureo 1,618 dà in maniera piuttosto precisa la statura della persona.

La storia dell’architettura è piena di progettisti che hanno studiato e applicato i dettami delle regole proporzionali: dagli antichi greci ai romani, da Vitruvio all’Alberti e a Palladio fino a Le Corbusier.

Per stare su temi più recenti in particolare quest’ultimo ha coniato il concetto di modulor, una parola francese derivante dalla contrazione delle parole module (modulo) e nombre d’or (numero d’oro). Attraverso gli studi delle proporzioni in relazione alla forma umana Le Corbusier baserà uno dei suoi progetti più conosciuti: l’Unites d’Abitation (a Marsiglia, Nantes, Meaux e Berlino).

Proporzioni e architettura

Il partenone ateniese regole del proporzionamento aureo.

Il partenone ateniese segue le regole del proporzionamento aureo.

Nell’antichità l’uomo è sempre rimasto affascinato nello studio e nella comprensione dei sistemi che regolano il suo funzionamento in relazione con l’universo in cui vive.

Molto spesso si è affidato al soprannaturale per spiegarsi fenomeni che gli sembravano apparentemente inspiegabili e nelle sue fasi di sviluppo delle architetture in molti casi ha adottato sistemi coerenti con gli elementi naturali e soprannaturali.

L’architettura è sempre qualcosa che ricerca il bello, l’armonico e sopratutto è un elemento importantissimo negli equilibri di coloro che la vivono.

E’ fondamentale dunque prestare particolare attenzione nei confronti di questo aspetto. Negli sviluppi contemporanei tutto ciò è quasi sempre in secondo piano, l’effetto armonico è considerato come curiosità e vanità e purtroppo sempre meno compreso.

Questo significa adottare nuovi sistemi di concezione dell’architettura che possono essere giusti o sbagliati ma è un dato di fatto che volontariamente si nega e si abbandona un’idea che nasce e si sviluppa da migliaia di anni e che ha gettato le basi delle più grandi architetture della storia.

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