Sick building syndrome ridotta al minimo nel 60 Leicester Street a Melbourne in Australia

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L’edificio è localizzato nella periferia nord di Melbourne, una zona fortemente in espansione con notevoli interventi di restauro e di recupero edilizio su edifici esistenti. Quando si intervenne su questo edificio erano localizzate diverse organizzazioni e aziende operanti nel campo della protezione ambientale come gli uffici dell’Australian Conservation Foundation, Environment Victoria e l’Australian Business Council for Sustainable Energy.  Il progetto dunque, organizzato dalla Green Building Partnership (in collaborazione con due società) fu promosso per dimostrare la possibilità di investire e realizzare nella progettazione sostenibile anche in contesti commerciali.

I principi di sostenibilità ambientale sul quale il progetto di riuso si è sviluppato sono: efficienza dei materiali, efficienza energetica, limitare al minimo i consumi d’acqua e la produzione di rifiuti e il coinvolgimento delle persone. L’obiettivo era anche quello di ridurre al minimo la “sick building syndrome” attraverso un intervento mirato di riqualificazione ambientale e di mantenimento di condizioni di comfort all’interno degli spazi confinati.

L’edificio ha conseguito diversi premi tra cui il Premier’s Award for Sustainability, la categoria 10 (Leadership in Sustainable Building) Bankasia Award e l’Annual Excellence in Property Award nel 2003.

Sick building syndrome

Vista della facciata ovest su Leicester Street. Rispetto all'edificio preesistente è stato aggiunto il terzo piano.

Il team di progettazione commissionato dalla Green Building Partnership comprendeva Spowers Architects di Melbourne insieme a Lincolne Scott Australia e il loro studio associato di sviluppo ambientale. L’approccio di progetto era fortemente orientato alla ottimizzazione dei sistemi di ventilazione passiva.

L’edificio presenta una pianta rettangolare in pianta con uno sviluppo di 72 x 20 metri lungo l’asse est ovest di Leicester Street. Per favorire appunto l’ingresso della radiazione solare e della ventilazione sono stati ricavati sulle facciate nord e sud numerosi pozzi di luce vetrati e apribili.

La disposizione planimetrica degli ambienti è organizzata intorno ad un atrio centrale con gli uffici che si sviluppano lungo tutto il perimetro della pianta dell’edificio. La copertura dell’atrio è realizzata mediante un sistema vetrato con dispositivi di ombreggiamento regolabili.

L’edificio possiede un sistema misto di controllo ambientale che combina ventilazione naturale e meccanica e cicli inversi di riscaldamento e raffrescamento.

I sistemi di gestione della ventilazione naturale sono controllati attraverso l’uso di meccanismi automatici di apertura e chiusura delle finestre e dei sistemi di ombreggiamento. Inoltre sono presenti dei camini per la ventilazione che vengono aperti solamente con particolari condizioni di temperatura (solitamente compresa tra i 19 e i 26 gradi) che consentono di gestire l’afflusso dell’aria.

L’edificio inoltre è stato progettato per utilizzare meno del 10 % dell’acqua che normalmente un edificio di quelle dimensioni e di quella destinazione d’suo impiega mediamente. Questo avviene con sistemi di distribuzione efficienti delle risorse idriche e il riuso delle acque meteoriche (con sistemi di trattamento e sterilizzazione) per le doccie, ma anche per i servizi igienici e per l’irrigazione.

Vista verso est interna. E' possibile notare la copertura vetrata dell'atrio sottostante.

Il questionario relativo alla valutazione delle prestazioni dell’edificio è stato somministrato e compilato da 100 persone costituite dal 56 % da individui di sesso femminile e per l’ 44 % da individui di sesso maschile. Normalmente all’interno del centro il personale lavora mediamente 4  giorni alla settimana per circa 8 ore al giorno.

In relazione agli otto  fattori operativi l’edificio centra il livello dei benchmark tutte le istanze,e le supera in due. Gli utenti hanno valutato i fattori ambientali in modo piuttosto variabile. Le temperature sono considerate mediamente confortevoli durante il periodo estivo e così come durante il periodo invernale. Le condizioni dell’aria sono state invece valutate in maniera positiva durante la stagione invernale mentre durante l’estate l’aria è percepita troppo secca. Le valutazioni in termini di illuminazione naturale e artificiale sono sostanzialmente positive anche se in alcuni periodi la luce naturale è percepita come eccessiva e fastidiosa (troppo intensa e molti bagliori). La valutazione sul rumore è risultata soddisfacente anche se le condizioni sono ancora migliorabili; è leggermente fastidioso il rumore proveniente dagli spazi interni, mentre quello proveniente dall’esterno non è stato segnalato come un problema. Sono state valutate molto positivamente anche le variabili relative al design, comfort e al livello di produttività che superano abbondantemente i benchmark stabiliti.  (I dati del questionario di valutazione sono tratti da ” Users’ perceptions of health and productivity in sustainable buildings di Baird, G. and Oosterhoff, H.”)

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