La sostenibilità in architettura

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Il concetto di sostenibilità

Negli ultimi decenni si è molto parlato del concetto di sostenibilità in relazione ai processi produttivi, economici e sociali. Tutto questo nasce da una preoccupazione espressa in merito alle condizioni, che spesso sono in fase di peggioramento, dell’ambiente in cui viviamo.

Se poi ci aggiungiamo la crisi, sempre più attuale, delle risorse come petrolio, gas e carbone (i cosiddetti combustibili fossili) si configurano scenari piuttosto pericolosi per il futuro del nostro pianeta. In funzione di ciò è stato necessario riflettere in merito alle conseguenze delle azioni presenti su quello che sarà il futuro dell’umanità. Dunque un orientamento sostenibile dello sviluppo è quello capace di soddisfare le necessità attuali senza compromettere la possibilità alle generazioni future di soddisfare le proprie.

In particolare nel campo dell’architettura, i professionisti hanno aderito al movimento di promozione dello sviluppo sostenibile mediante la Dichiarazione di Interdipendenza per un futuro sostenibile al congresso di Chicago dello UIA (Unione Internazionale degli Architetti) nel 1993.

Fatto ciò molti enti nazionali e istituzionali hanno adottato questa dichiarazione deliberando politiche di risparmio energetico e sviluppo ambientale. Ma in termini concreti, come possono agire gli architetti in merito alle questioni sollevate?

In primo luogo, in fase iniziale, possono influenzare i propri committenti nella definizione dei bisogni e delle soluzioni in merito all’opera da realizzare. Possono intervenire nella scelta consapevole del sito di intervento e nelle scelte riguardanti aspetti organizzativi, economici e sociali.

Molti architetti sono specializzati nella progettazione in diversi ambiti, dalla residenza al commercio, dalle strutture ricettive agli impianti sportivi; altri si occupano di altri ambiti come la scrittura, il giornalismo, l’educazione.

Il pensiero dell’architetto può influenzare la progettazione e la realizzazione di comparti urbani, di infrastrutture e di modificare gli assetti territoriali. Ecco perchè il ruolo del progettista architettonico è di primaria importanza per lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente.

In relazione al progetto architettonico, in cui l’architetto assume un ruolo assolutamente decisivo, il meccanismo della sostenibilità si articola secondo quattro grandi sistemi: sito, energia, materiali e rifiuti.

La scelta del sito per un’architettura sostenibile

sostenibilita in architettura

La tutela dell'ambiente naturale è un presupposto dello sviluppo sostenibile.

Il sito riguarda il contesto di intervento in cui verrà realizzata l’opera che conseguenza altererà gli assetti, anche se talvolta in minima parte, esistenti. Certamente la terra rappresenta un bene molto prezioso sopratutto se in relazione ad un sito incontaminato. Sarebbe da evitare qualsiasi intervento che possa minare queste realtà che purtroppo divengono sempre più rare. Questo passo rappresenta un punto sicuramente importante per quanto riguarda un’ottica di sostenibilità piena.

Perchè non utilizzare aree dismesse, abbandonate che hanno già di loro la caratteristica di avere ospitato in passato delle costruzioni? Preservare la natura di un suolo non costruito è certamente importante per valorizzare un ecosistema, evitare la cementificazione selvaggia e mantenere gli assetti idrogeologici in condizioni accettabili.

Le considerazioni sugli assetti idrogeologici poi investono anche le fasi di progettazione in funzione degli spazi coperti e aperti che permettono l’assorbimento e il ricircolo delle acque piovane nei terreni circostanti.

Il sistema energetico

Gli aspetti riguardanti il sistema energetico possono essere riferiti a due aree specifiche: l’energia operante di funzionamento e l’energia di capitale.

L’energia operante è l’energia impiegata per fare funzionare l’edificio in maniera corretta e garantire standard di comfort qualitativo elevati. Questo significa l’energia per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione, l’illuminazione e le utenze impiantistiche.

L’energia capitale, di cui spesso non ci si cura, è l’energia immagazzinata nei processi di produzione dei materiali e della costruzione stessa dell’edificio.

E’ assolutamente fondamentale avere presente quanta energia consumo per realizzare quel tipo di materiale che inserirò nel mio progetto architettonico e quanta energia spendo per realizzare quel tipo soluzione costruttiva. Un approccio sostenibile individua e studia quei materiali che mi consentono standard qualitativi adeguati in relazione ad un consumo energetico contenuto per produrli. Facciamo degli esempi per chiarire meglio questo concetto, a mio avviso importantissimo. Un blocco di calcestruzzo prefabbricato consuma, all’atto di produzione, circa 0,50 kwh/kg mentre una scossalina in rame circa 25 kwh/kg.

Questo significa che per produrre elementi metallici, plastici è necessario un contenuto energetico decisamente superiore rispetto a materiali come il calcestruzzo, il legno o la terra. Queste considerazioni risultano decisive per la scelta dei materiali da costruzione. I dati che ho riportato possono subire delle variazioni sulla base di diverse tipologie di produzione e di trattamento dei materiali: le proporzioni tra i materiali citati comunque possono essere considerate genericamente valide.

Materiali e rifiuti: il fattore ecologico

Per quanto riguarda i materiali invece certamente sono importanti le considerazioni in relazione ai valori di energia precedentemente citati ma anche di ulteriori variabili in merito alla sostenibilità dell’utilizzo dei materiali stessi. Esistono dei sistemi di valutazione che assegnano diversi punteggi ad un materiale in relazione all’impatto ambientale. I diversi criteri riguardano l‘estrazione del materiale, l’abbondanza della fonte, la trasformazione, la produzione, il trasporto, la messa opera, la manutenzione, la demolizione e l’eventuale riciclo.

architettura sostenibile

E' importante valutare la qualità ecologica dei materiali da costruzione.

In relazione a questi criteri (in realtà ce ne sono altri ma possono essere a grandi linee classificati così) si definisce la qualità del materiale come fattore ecologico: ad esempio il legname ha una energia intrinseca molto bassa e quindi ha un fattore ecologico basso se proviene da foreste controllate, ma raggiunge un fattore ecologico alto se proviene da foreste vergini (con un impatto ambientale decisamente più alto).

L’aspetto dei rifiuti può sembrare quello più marginale ma assume un ruolo invece molto importante anche in relazione alla figura dell’architetto che comunque può influenzare le scelte in relazione allo smaltimento dei prodotti di rifiuto.

Sostenibilità ambientale: aspetti economici

Come ultima considerazione è interessante sottolineare un altro aspetto in relazione agli studi sulla sostenibilità: è certamente importante individuare anche gli aspetti economici della questione.

In un corretto bilancio sostenibile può capitare (anzi spesso è così) che gli aspetti legati agli investimenti su materiali e manodopera utilizzando risorse e strumenti magari non tradizionali lievitino anche in maniera consistente.

E’ certamente un problema ma è necessario stabilire che spesso un maggiore investimento iniziale può coincidere con un risparmio anche sostanziale sui costi di manutenzione. Oppure che l’utilizzo di un certo materiale isolante che potrà essere più costoso di un altro consente un risparmio energetico sul lungo periodo e un minore impatto ambientale.

Queste operazioni possono essere realizzate mediante valutazioni costi/benefici che consentono un confronto tra l’investimento iniziale e il beneficio a lungo termine. Nel corso degli ultimi anni si sono studiati e si utilizzano sistemi di valutazione economica ed energetica che comprendono moltissime variabili (sociali, culturali, economiche) che consentono di redigere programmi di intervento mirati e analisi qualitative specifiche.

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