St Mary’s Credit Union a Navan, Irlanda.

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L’edificio che ospita gli uffici della St Mary’s Navan Credit Union è stato completato nell’agosto del 2005 e si sviluppa per cinque piani fuori terra e occupa circa 1300 mq di superficie. E’ localizzato nel centro della città di Navan, a circa cinquanta chilometri da Dublino. La banca prima era ospitata in edificio risalente agli anni ’80 del secolo scorso quando l’organizzazione contava circa 6000 membri.  La latitudine del sito è di circa 54 ° N e le medie stagionali in termini di temperatura oscillano tra gli 0 ° centigradi e i venti gradi centigradi.

Questo edificio ha vinto il An Taisce Ellison Award ed è stato progettato a cura dell’architetto Paul Leech di Gaia Ecotecture.

La planimetria di questo edificio è un quadrato di 15 metri di lato che sviluppa a piano terra un grande atrio a tutta altezza che è stato concepito per favorire la ventilazione naturale degli spazi circostanti e favorire l’ingresso della radiazione solare. La banking hall posizionata a piano terra è uno spazio a doppia altezza con un livello mezzanino mentre i tre piani superiori contengono uffici, meeting rooms e altri spazi ausiliari.

Particolare dell'edificio della St Mary's Credit Union.

La struttura e i rivestimenti sono prevalentemente realizzati in legno di pino.

L’orientamento dell’edificio è stato individuato per favorire l’ingresso della radiazione solare sulle facciate sud est e sud ovest che sono state realizzate con un rivestimento vetrato mentre la facciata collocata a nord è stata concepita opaca per limitare le perdite di calore.

Il sistema di ombreggiamento esterno è stato concepito attraverso la piantumazione di piante caducifoglie rampicanti che consentono di proteggere gli ambienti dalla radiazione durante i periodi più caldi e quindi abbassare la temperatura interna e fare penetrare la radiazione solare durante il periodo invernale. Sono state inoltre predisposte lungo il perimetro una serie di aperture vetrate che consentono l’ingresso dell’aria proveniente dall’esterno.

Il riscaldamento attivo è garantito da tre caldaie a condensazione localizzate in copertura che servono i singoli terminali distribuiti in tutto l’edificio mentre il raffrescamento attivo avviene tramite pompe di calore. L’approvvigionamento di acqua calda sanitaria avviene attraverso pannelli solari localizzati in copertura.

Il questionario relativo alla valutazione delle prestazioni dell’edificio è stato somministrato e compilato da 14 persone costituite dal 92 % da individui di sesso femminile e per l’ 8 % da individui di sesso maschile ed è stato distribuito nel mese di settembre del 2006. Normalmente all’interno del centro il personale lavora mediamente 4  giorni e mezzo alla settimana per circa 8 ore al giorno.

Facciata sud del St. Mary's Credit Union.

In relazione agli otto  fattori operativi l’edificio supera il livello dei benchmark in sei istanze,e si attesta ai livelli prestabiliti in due. Le temperature sono considerate mediamente confortevoli durante il periodo estivo e così come durante il periodo invernale. Le condizioni dell’aria sono state anche esse valutate in maniera positiva durante la stagione invernale e durante la stagione estiva. Le valutazioni in termini di illuminazione naturale e artificiale sono molto positive anche se in alcuni periodi la luce naturale è percepita come eccessiva e fastidiosa .La valutazione sul rumore è risultata soddisfacente anche se le condizioni sono ancora migliorabili; è leggermente fastidioso il rumore proveniente dagli spazi interni, soprattutto in corrispondenza dell’atrio a tutta altezza che contribuisce ad amplificare i rumori.

Molto positivamente anche le variabili relative al design, comfort e al livello di produttività che superano i benchmark stabiliti. Un’altra variabile considerata debole è quella relativa agli spazi di stoccaggio e ai magazzini: per coloro che hanno compilato le valutazioni sono in numero insufficiente.  (I dati del questionario di valutazione sono tratti da ” Users’ perceptions of health and productivity in sustainable buildings di Baird, G. and Oosterhoff, H.”)

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