Studi di settore 2012: vantaggi o svantaggi?

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Siamo in periodo di dichiarazione dei redditi, per la maggior parte dei professionisti italiani questo coincide anche con la presentazione degli studi di settore.

La redazione degli studi di settore da parte dei contribuenti permette all’Agenzia delle Entrate di accertare, in maniera induttiva, il reddito che deriva dalle attività di impresa o di lavoro autonomo, seguendo quindi le direttive dell’art. 39, comma 1 lettera d) e comma 2 del D.P.R. n° 600/1973.

Versione Beta del software Gerico

Per capire un po’ di più su come muoversi in questo delicato terreno l’Agenzia delle Entrate ha appena rilasciato una versione beta del software Gerico (cioè Gestione Ricavi e Compensi). Nonostante si tratti di una versione beta, quindi non ancora definitiva, pare sia completamente attendibile ed utilizzabile in sicurezza.

Studi di settore

Studi di settore

Si stima che i destinatari di questo software si aggireranno circa sui 3,5 milioni di contribuenti. Gli studi di settore coinvolgono infatti su larga scala sia gli artigiani, che le imprese, che naturalmente i professionisti.

E’ importante utilizzare questo software perché è l’unico strumento aggiornato, che in più tiene conto di tutte le modifiche introdotte in questo campo dal decreto emanato dal Ministero dell’Economia lo scorso 26 aprile. Sono quindi presenti tutti i correttivi e tutte le modifiche introdotte dal fisco per tener conto della crisi economica e dell’impatto che questa – inevitabilmente – ha sulle categorie soggette a studi di settore.

Unica nota dolente, questo software è attualmente sprovvisto dei nuovi indici di coerenze.

Molta attenzione nella compilazione degli studi di settore

Unico 2012

Unico 2012

Mai come quest’anno è importante redigere gli studi di settore facendo grande attenzione ai valori inseriti. Pare che anche errori di lievissima entità condizionino l’ingresso, o meno, all’interno del regime premiante dei “contribuenti congrui” (si tratta di una delle novità introdotte dal decreto salva Italia emanato a dicembre dello scorso anno. Secondo noi sarà l’ennesima fonte di pasticci, caos e forse non premierà effettivamente i buoni contribuenti).

Cerchiamo di capire quali sono i vantaggi che spetteranno a tutti i contribuenti che compileranno in maniera congrua i loro studi di settore. Tutti i contribuenti che presenteranno degli studi in linea con i ricavi prospettati dal fisco riusciranno ad ottenere una sorta di trattamento di favore. Sono principalmente tre i vantaggi in caso di esito positivo:

  • Termini più brevi per effettuare i controlli da parte di Agenzia e Guardia di Finanza.
  • Soglia di protezione più alta per il redditometro. L’accertamento scatterà infatti solo se i redditi dichiarati sono inferiori al 33% rispetto alle spese effettuate ne medesimo periodo contributivo. Per tutti gli altri contribuenti la soglia rimarrà del 20%.
  • Non ci saranno verifiche basate sulle semplici presunzioni.

Slittamento dei termini

Naturalmente sarà necessario attendere la versione definitiva del software per la compilazione effettiva dell’Unico. Ecco forse l’unica buona notizia: slittano anche quest’anno i termini di pagamento per il primo versamento d’imposta, si avrà quindi un po’ più di tempo a disposizione per cercare di capire i meccanismi ed adeguarsi di conseguenza. Si proroga fino al 9 luglio 2012.

Per quanto riguarda i pagamenti IMU rimangono comunque fissati per il 18 giugno 2012.

Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate

Chi è escluso dall’applicazione degli studi di settore

Vogliamo fornire un’ultima precisazione in merito agli studi di settore. Esistono comunque alcune categorie che ne sono escluse. Cerchiamo di capire quali sono:

  • Tutti i contribuenti che hanno iniziato l’attività nel corso del periodo d’imposta o hanno cessato la loro attività nel medesimo periodo d’imposta.
  • I contribuenti con un ammontare di ricavi o compensi dichiarati superiore a 5.164.569 euro.
  • Possono ricadere all’interno dell’esclusione tutti i contribuenti che si trovano in un periodo di non normale svolgimento delle attività, che applicano il regime dei “minimi”, che determinano il proprio reddito tramite criteri “forfettari”, che presentano cause di inapplicabilità indicate nel decreto di approvazione dello Specifico Studio di Settore.

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