Terminal del Porto Internazionale di Yokohama, Giappone.

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Nei pressi del porto di Yokohama, nella prefettura di Kanagawa in Giappone è stato realizzato recentemente un nuovo terminal per le navi da crociera che ha in maniera decisa cambiato l’immagine del secondo porto del Giappone in termini di dimensioni. Osservando il sito dall’alto ricorda le fattezze di un parco per la presenza di rampe pedonali create sul tetto e per la presenza di verde.

E’ proprio la scelta dei progettisti di creare un sistema di percorsi tra interno ed esterno, con profili scultorei e passaggi continui ha determinato l’immagine esterna del nuovo terminal.  L’itinerario di accesso al sito è divisibile in tre grandi parti: la sezione centrale si sviluppa lungo una rampa che porta al punto di sbarco che è collocato sul piano superiore e alle principali aree pubbliche. Due passaggi sui lati consentono l’ingresso e l’uscita per il parcheggio che è collocato al livello inferiore.

I passanti invece possono anche percorrere le rampe che sono posizionate in copertura per poter accedere all’area degli arrivi e in quella delle partenze. All’interno degli spazi sono presenti numerose rampe per i collegamenti interni dei diversi livelli. Si tratta di una struttura prevalentemente in acciaio che posa su un basamento di cemento lungo circa 400 metri che è struttura e involucro. Sui lati dell’edificio sono presenti le aree di approdo delle navi.

Le sale interne sono prive di colonne e pilastri hanno soffitti caratterizzati dalla presenza di reti metalliche e ospitano prevalentemente uffici di dogana, aree per il check-in, negozi e caffè. La sala posizionata nella zona terminale del molo termina con una parete panoramica che consente di apprezzare la vista sul mare.

Yokohama terminal

Vista dall'alto del terminal con lo sfondo della città di Yokohama.

Il rapporto tra la pelle e le aree individuate dalle pieghe strutturali della superficie è uno delle linee più importanti del progetto in quanto il terreno piegato distribuisce i carichi per mezzo delle stesse superfici, spostandoli in diagonale a terra. Questa struttura è anche particolarmente adeguata a fronteggiare le forze laterali generate dai movimenti sismici che interessano il territorio giapponese.

Il progetto parte dunque con quello che gli architetti hanno chiamato come il molo del non ritorno, con l’ambizione di strutturare la zona del molo come uno spazio fluido, continuo e multi-direzionale, piuttosto che un gateway per i flussi di orientamento fisso. Una serie di percorsi di circolazione ad incastro consente agli architetti di sovvertire la caratteristica tradizionale struttura lineare e la ramificazione della costruzione. Piuttosto che sviluppare l’edificio come un oggetto o una figura sul molo, il progetto è realizzato come estensione del suolo urbano, costruito come una trasformazione sistematica delle linee dello schema di circolazione in una superficie piegata. Queste pieghe producono superfici rivestite in cui le diverse aree previste dal progetto possono essere ospitate. In merito a ciò i progettisti dicono:

“La nostra proposta sin dall’inizio per il progetto è la definizione del sito come uno spazio aperto pubblico e la proposta che il tetto dell’edificio sia come una piazza aperta, in continuità con la superficie di Yamashita Park e Akaranega Park.
Il progetto viene quindi generato da un diagramma circolazione che aspira ad eliminare la caratteristica struttura lineare di pilastri, e la direzionalità della circolazione “.

Foreign Office Architects (FOA), i progettisti

Vista dei percorsi del terminal.

Vista da un percorso del terminal.

Il gruppo di progettisti incaricato è il Foreign Office Architects. Era uno studio di fama internazionale di progettazione architettonica guidato da Farshid Moussavi e Alejandro Zaera-Polo.

Lo studio aveva sede a Londra ed è  stato istituito nel 1993, specializzandosi nella progettazione architettonica, pianificazione urbanistica e servizi di progettazione interni per clienti del settore sia pubblico che privato. Dopo la fine del matrimonio Moussavi e Zaera-Polo, la cessazione delle attività dello studio è stata annunciatanel giugno 2011.

FOA ha costruito nel corso della carriera una delle realtà di architettura più significative e di pratiche innovative di progettazione urbana dei nostri tempi ed è diventato famoso per la combinazione di innovazione tecnologica con l’eccellenza del design. FOA ha prodotto numerosi progetti vincitori acclamati dalla critica e che si sono aggiudicati moltissimi premi.

Nel loro approccio all’architettura, il lavoro di FOA è caratterizzato da un certo pragmatismo portando a sviluppare grande rigore tecnico e l’evoluzione del design caratterizzato da forte ibridazione in relazione alle condizioni di locale e globale. La loro esperienza architettonica si caratterizza attraverso  lavori si svolge che sviluppano una grande varietà di luoghi e tipologie edilizie.

Uno dei progetti più importanti realizzati dallo studio FOA è stato proprio il terminal di Yokohama nel 2002.

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