Il territorio e l’influenza sul microclima.

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Il microclima rappresenta le caratteristiche climatiche di un sito (di dimensioni molto ridotte) come ad esempio un intorno costruito o un ambiente aperto di modesta estensione.

Il clima globale per essere modificato necessità di interventi sostanziali e prolungati da parte dell’uomo mentre le condizioni microclimatiche possono essere influenzate dall’intervento umano con effetti quasi immediati e maggiormente controllati rispetto a sistemi decisamente più grandi.

Terreno e microclima

Il terreno influisce in primo luogo sul microclima attraverso le interazioni di scambio termico tra radiazione solare, atmosfera e appunto crosta terrestre. Queste interazioni avvengono mediante diversi meccanismi fisici: conduzione (trasferimento di calore mediante il contatto e la collisione tra molecole), convezione (trasferimento di calore mediante il trasporto di massa), irraggiamento (trasferimento di calore mediante onde elettromagnetiche) e infine il calore latente che è caratterizzato per il trasferimento di calore senza variazione di temperatura (evaporazione e condensazione).

Una particolare condizione orografica o relativa all’ambiente costruito, come detto in precedenza, può determinare cambiamenti degli assetti microclimatici. Queste variazioni sostanzialmente possono essere ricondotte al mutamento delle interazioni tra terreno e ambiente che determinano poi modifiche delle variabili climatiche. Ad esempio in relazione alla morfologia del territorio possono variare le condizioni di scambio radiativo (in relazione dunque alla radiazione solare) anche in funzione della latitudine e della esposizione.

La serra costituisce un microclima ideale per la crescita delle piante.

La serra costituisce un microclima ideale per la crescita delle piante.

La temperatura dell’aria anche essa è in funzione della latitudine e della altitudine che è determinata dalle condizioni morfologiche del territorio.

Nelle parti relative ai pendii i venti sono generati dallo scambio termico radiativo tra i versanti montani e l’aria che li interessa che determina differenze di temperatura a parità di quota che causa la risalita dell’aria calda lungo i pendii stessi durante il giorno e la discesa dell’aria fredda di notte.

Nella valle invece i venti sono causati dalle differenze di temperatura determinate tra la pianura e lo sbocco della valle, fondovalle e cresta del rilievo montuoso.

Le precipitazioni in prossimità di rilievi montuosi sono determinate anch’esse dalle caratteristiche dei rilievi stessi. Le montagne di altezza medio bassa si caratterizzano infatti per l’incremento delle precipitazioni sulla parte sottovento mentre i rilievi caratterizzati da maggiori altezze presentano maggiori precipitazioni nelle porzioni sopravento.

Bacini d’acqua e microclima

La presenza di bacini d’acqua (di dimensioni limitate) influenza certamente le condizioni microclimatiche di un territorio. Queste capacità di influenzare sono connesse alle differenti capacità termiche dell’acqua e del terreno; infatti la prima tende a riscaldarsi più lentamente (se irraggiata) e a rilasciare più lentamente il calore accumulato. Questo produce essenzialmente una attenuazione delle escursioni termiche dell’aria sovrastante il bacino e uno sfalsamento temporale delle dinamiche di scambio termico.

Nel caso in cui i bacini d’acqua siano invece piuttosto estesi avviene la produzione di venti locali denominati brezze costiere (che possono riferirsi sia al mare che a grandi laghi) che sono determinati dalla variazione ciclica della pressione atmosferica dovuta alle diverse temperature. In altre parole, le brezze costiere sono determinate dalle differenti capacità termiche di terreno ed acqua.

Vegetazione e microclima

Un altro elemento in grado di modificare anche in maniera importante le condizioni microclimatiche è la vegetazione. Essa è in grado di filtrare la radiazione solare che raggiunge il suolo, assorbire parte della polvere e degli inquinanti dell’aria, diminuire la velocità del vento e quindi intervenire sulla pressione atmosferica. Il filtraggio della radiazione solare è particolarmente significativo negli alberi ad alto fusto.

La quota di radiazione solare trasferita al suolo in relazione alla radiazione incidente varia in base alla composizione e dalla copertura di foglie: in caso di copertura piena può arrivare anche al 15% mentre un albero sprovvisto di foglie attraverso i suoi rami può trasferire anche il 65 % di radiazione. Questi dati ovviamente sono generici e variabili in relazione all’essenza, al tasso di crescita, alla forma e alla dimensione della chioma.

Gli alberi forniscono schermatura della radiazione solare.

Gli alberi forniscono schermatura della radiazione solare.

La vegetazione è in grado anche di assorbire l’energia cinetica del vento e deviare i flussi.

Questa capacità è ovviamente in relazione alle caratteristiche dello sviluppo vegetazionale: una foresta ad esempio è in grado di fornire prestazioni diverse rispetto a una formazione vegetazionale piantumata come può essere una siepe, un filare o delle piccole concentrazioni arboree.

Queste sono solo alcune considerazioni in merito alle possibilità, legate alla progettazione architettonica, di intervenire, almeno in parte, sulle condizioni esistenti e di individuare soluzioni in grado di fornire maggiori capacità di controllo climatico attraverso gli elementi naturali.

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