Il Tokyo International Forum di Rafael Vinoly

Localizzato su un sito di 21.000 metri quadrati nel cuore di Marunouchi, il Tokyo International Forum si colloca nel quartiere centrale della città, vicino al quartiere commerciale di Ginza, in prossimità della rete metropolitana e alle stazioni ferroviarie di Tokyo e Yurakucho.

Commissionato negli ultimi anni del boom economico giapponese per facilitare lo scambio internazionale di cultura e di informazione, il TIF è stato progettato dall’architetto Rafael Vinoly. Esso comprende due teatri, uno dei quali è tra i più grandi del mondo, numerose sale per conferenze, oltre 6.000 metri quadrati di superficie espositiva e servizi come ristoranti, negozi ed altre attrazioni.

L’edificio che ospita l’International Forum di Tokyo raggiunge un’altezza di 60 metri e si sviluppa a forma di scafo in vetro e acciaio, con l’atrio posto sul lato ovest del sito e un blocco di edifici che corre lungo il lato est del sito. L’atrio di vetro è separato dagli altri edifici attraverso una piazza lastricata in granito.

Il progetto si è orientato sin dall’inizio verso una decentralizzazione delle funzioni principali in due corpi differenziati. Il complesso si snoda attraverso quattro grandi sale per concerti, mostre e congressi che si adattano al tracciato urbano.  Di fronte ad esse un grande atrio vetrato di forma affusolata, si adatta perfettamente al perimetro orientale del complesso, seguendo il tracciato della via ferrata. Tra i due corpi, un passaggio sufficientemente largo per essere considerato una piazza,stabilisce i collegamenti interni ed esterni con il resto della città, trasformandosi in uno spazio pubblico.

 Tokyo International Forum.

Vista interna del Tokyo International Forum.

La piazza al centro del complesso è uno degli aspetti più interessanti del complesso architettonico. Serve non solo come il punto di ingresso per il complesso, ma come uno spazio pubblico più riflessivo della caotica zona circostante Marunouchi. L’area è caratterizzata dalla presenza di sedute pubbliche, alternate tra alberi e sculture.

Dalla piazza, si procede nell’ Atrium, che è l’ingresso principale per le aree espositive e teatri, così come l’elemento più impressionante dal punto di vista visivo dell’intero complesso. Le sue pareti di vetro sono caratterizzate da forme sinuose,  che caratterizzano fortemente il paesaggio architettonico intorno alla stazione di Hibiya.

Il gruppo di edifici che ospitano i teatri e la sala di ricevimento, nella zona più esterna ad ovest del TIF, in contrasto con l’atrio, si caratterizzano per degli interni molto interessanti dal punto di vista architettonico. Il più grande dei due teatri, con posti a sedere per più di 5.000 persone, è una sala avveniristica che ha il mezzanino sospeso tra due pareti realizzate in pannelli di vetro. Le pareti sono realizzate in vetro illuminato da dietro che crea l’impressione che il mezzanino sia fluttuante a mezz’aria. Il teatro più piccolo offre uno spazio più intimo per ospitare concerti e conferenze.

L’esterno del gruppo di edifici posizionati invece sul lato orientale del complesso presenta l’aspetto più particolare del progetto del Forum. Gli edifici si costituiscono attraverso quattro diversi blocchi che costituiscono le diverse unità, ognuna con uno scopo diverso, e le strutture sono affrancate ad una facciata in granito monolitico sul lato ovest del complesso.

Una serie di funzioni civiche, una biblioteca, ristoranti, caffè, negozi, una galleria d’arte e una reception sono alcune delle attività che  definiscono il carattere pubblico dello spazio del Forum. Inoltre, l’edificio viene attivato dalla presenza delle  lobby del teatro che si affacciano sulla piazza a livello di secondo piano.

Sotto la piazza un passaggio pedonale collega il pubblico alle reti ferroviarie locali e regionali. Esso contiene una serie di spazi commerciali con negozi, strutture per la formazione continua e un salone internazionale di scambio.

Una sala vetrata funge da reception principale del forum. Utilizzando vetro stratificato l’architetto è stato in  grado di consentire alla luce solare di penetrare nell’area posizionata sotto terra. Il vetro stratificato è stato utilizzato anche per diverse passerelle e ponti che conferiscono loro l’aspetto di volare attraverso lo spazio.

Una rampa per tutta la lunghezza della sala di vetro, che porta alla cima del palazzo, è intersecato da una serie di ponti che, oltre a collegare spazi, lavorano come i rinforzi orizzontali per resistere alla pressione di vento sulle pareti del palazzo di vetro.
Travi d’acciaio a semicerchio sono sospesi al soffitto lungo 210 metri in un design che imita il telaio in legno di una nave. Due enormi colonne di sostegno della struttura del tetto.

L’architetto Rafael Vinoly

 Rafael Vinoly

L'interno del teatro progettato dall'architetto Rafael Vinoly

Il progetto è stato realizzato dall’architetto Rafael Vinoly, nato a Montevideo, Uruguay. Ha frequentato l’Università di Buenos Aires, ricevendo il Diploma in Architettura nel 1968 e un Master of Architecture presso la Scuola di Architettura e Urbanistica nel 1969.

Nel 1964 ha formato il “Manteola-Petchersky-Sanchez Gomez-Santos-Solsona-Vinoly” Estudio de Arquitectura con sei collaboratori. Nel 1978 Vinoly si è trasferito negli Stati Uniti. Per un breve periodo ha prestato servizio come docente ospite presso la Harvard Graduate School of Design, per poi stabilirsi definitivamente a New York City nel 1979.

Ha fondato inoltre la società Rafael Viñoly Architects PC nel 1983. Il suo primo progetto importante a New York è stato il John Jay College of Criminal Justice, completato definitivamente nel 1988. Nel 1989 ha vinto un concorso internazionale per la progettazione del Tokyo International Forum.

Nel corso dei suoi oltre quaranta anni di carriera, Vinoly ha realizzato progetti negli Stati Uniti, America Latina, Europa, Asia, Africa e Medio Oriente. Il suo studio ha aperto filiali poi a Londra e Los Angeles e uffici siti in tutto il mondo, tra cui i più recente ad Abu Dhabi, Dubai e Bahrain.

Nel corso della sua carriera ha conseguito diversi premi e riconoscimenti internazionali tra cui la Medaglia d’onore, dall’American Institute of Architects nel 1995 e l’International Fellow dal Royal Institute of British Architects nel 2006.

Tra i progetti più importanti realizzati dall’architetto uruguaiano troviamo il Princeton University Stadium, a Princeton, New Jersey, nel 1998, il Kimmel Center for the Performing Arts a Philadelphia nel 2001, il David L. Lawrence Convention Center a Pittsburgh in Pennsylvania nel 2003 e il Brooklyn Children’s Museum, a Brooklyn nel 2008.

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