Villa VPRO a Hilversum, Olanda.

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La villa Vpro a Hilversum, Olanda, è la sede di una emittente televisiva pubblica.

Si tratta di una area caratterizzata dalla presenza di un piccolo specchio d’acqua, boschi e brughiere.

Il piano prevedeva misure restrittive in termini di sviluppo volumetrico e di altezza. La soluzione maturata è un edificio molto compatto che segue l’andamento imposto dal terreno per limitare l’impatto ambientale.

Lo spazio interno: un grande open space

spazio interno: un grande open space

Lo spazio interno è un grande open space

Lo spazio interno è organizzato in maniera molto particolare: è concepito come un grande open space attraversato da numerosi percorsi fatti di dossi, scivoli, scale e tribune.

Gli spazi hanno configurazioni volumetriche differenti e gli spazi centrali, in cui sono localizzate le zone di lavoro, sono illuminate attraverso pozzi di luce.

L’esterno: copertura verde e tagli in facciata

Il terreno sottratto per la realizzazione della costruzione è stato riportato in copertura, attraverso la concezione di una copertura verde.

La continuità visiva con l’esterno è un elemento molto caratterizzante del progetto così come la facciata dell’edificio tagliata in modo tale da mostrare parte degli spazi interni.

copertura verde

Vista della facciata esterna.

Aroon Betsky a proposito afferma: “[…] la miriade di possibilità combinatorie degli elementi abitativi li ha guidati a proporre un puzzle di interni gradonati, che si intersecano, creando in tale insieme un ambiente abitabile, compatto e con infinite possibilità di trasformazione. Era una strategia che più tardi essi hanno sperimentato nel progetto del 1995 per Villa VPRO. Una struttura che era come una “scatola affamata”, volta ad inghiottire gli elementi di differenti programmi in un unico volume rettangolare. In combinazione, questi due approcci, hanno prodotto edifici senza inizio né fine, senza gerarchie, e senza ambiti distinti. L’atto concettuale di unire tutti gli elementi del programma, l’organizzazione di queste parti insieme il più strettamente e distintamente possibile, e la realizzazione di una struttura con il minor numero di elementi per alloggiare questi pezzi è diventato il marchio ufficiale delle loro numerose realizzazioni”.

Tratto da Aaron Betsky, MVRDV: The Matrix Project, in Veronique Patteeuw (a cura di),op. cit., p. 19.

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