Wiel Arets: biblioteca dell’Università ad Utrecht, Olanda.

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All’interno dell’Università di Utrecht, realizzata negli anni sessanta, è stata realizzata la biblioteca di Wiel Arets. Si tratta di un intervento che sviluppa un edificio in grado di ospitare oltre quattro milioni di libri, cinque grandi sale di lettura, un auditorium, uno spazio espositivo, un caffè e una serie di uffici. L’esterno dell’edificio si configura come un grosso blocco monolitico di cemento nero, decorata da pannelli di vetro serigrafati con immagini di alcuni salici, ripresi dal fotografo olandese Kim Swarts. Dall’esterno, è possibile osservare i volumi interni attraverso la pannellatura vetrata.

L’ingresso principale consente l’accesso alla galleria, e attraverso una grande scalinata è possibile accedere all’interno della biblioteca. Gli spazi interni sono caratterizzati da un forte contrasto cromatico generato tra il pavimento bianco riflettente e i pannelli di cemento scuro che accompagna il visitatore attraverso lo spazio della biblioteca. Quando si raggiunge il primo piano, l’atrio si sviluppa a tutta altezza, in cui diversi volumi si movimentano, giocando con la texture della parete.

Biblioteca Università

Vista esterna della biblioteca dell'Università di Utrecht.

Questi volumi che si sviluppano all’interno dell’edificio ospitano diversi spazi tra cui aule, scrivanie, librerie e archivi, su diversi livelli, e talvolta si costituiscono come terrazze all’aperto, altre volte come ambienti chiusi con balconi e aperture. Di grande interesse è la sala riunioni al di sopra della reception, a sbalzo e completamente vetrata verso l’atrio. Il tocco di rosso su alcuni arredi fissi contribuisce a rendere più vivaci gli spazi interni, e cattura l’attenzione su alcuni elementi che costruiscono gli spazi.

Attraverso il passaggio sui sistemi di circolazione che costituiscono il cuore aperto della biblioteca è possibile godere di una esperienza interessante. Particolare attenzione è stata infatti conferita alla progettazione dell’acustica e dell’illuminazione: i materiali che costituiscono gli interni aiutano l’assorbimento del suono, mentre la  texture stampata su vetro  regola la luce del sole sulle scrivanie occupate dai visitatori.

Si tratta di un edificio che permette agli studenti e ai visitatori di sentirsi in uno spazio aperto e interattivo, e che sviluppa la concentrazione necessaria per la lettura.

In relazione al proprio progetto, l’architetto responsabile Wiel Arets afferma:

“La biblioteca dell’università di Utrecht è un luogo dove le persone possono trovare la concentrazione adatta, ma anche dove poter incontrare gli altri senza la necessità di alcuna stimolazione esterna eccetto l’atmosfera che irradia il palazzo. I depositi che contengono i libri dividono lo spazio in zone collegate tra loro attraverso un sistema di circolazione basato su scale e rampe. L’edificio è realizzato prevalentemente in cemento di colore nero su cui una facciata a doppio vetro in cui è stato applicato un disegno serigrafato al fine di far entrare la luce naturale.  Basandosi sull’idea che la comunicazione silenziosa è importante in un edificio dove è difficile sviluppare una conversazione, l’atmosfera era rivolta a creare un senso di sicurezza. Questo elemento è stato fondamentale per la scelta di un interno di colore nero. Il pavimento lucido offre una riflessione sufficiente per illuminare i libri e i tavoli bianchi rendono possibile la lettura. Il bar, il salone, al reception, l’auditorium e le scrivanie sono tutte rivestite di colore rosso, rompendo così  il cromatismo che caratterizza prevalentemente il sistema della biblioteca.”

Wiel Arets, il progettista

Wiel Arets è un architetto, urbanista e designer olandese, docente presso l’Università delle Arti di Berlino (UdK), Germania. Arets ha studiato presso l’Università Tecnica di Eindhoven, diplomandosi nel 1983. Egli è il fondatore di Wiel Arets Architects, una società di progettazione architettonica che possiede numerosi uffici dislocati in tutta Europa. Dal 1995-2002 è stato Preside della Berlage Institute di Rotterdam.

Wiel Arets

Particolare del rivestimento esterno vetrato. E' possibile osservare le serigrafie che caratterizzano la pannellatura.

E’ nato il 6 maggio 1955 a Heerlen, Paesi Bassi da Wiel Arets (1929) e Mia Heuts (1931). Suo padre era una stampatore di libri e sua madre era una stilista di moda, dai quali ha imparato dunque il rispetto per la tradizione dell’artigianato e un amore profondo per i libri e la lettura. Nel corso della sua carriera scolastica ha studiato ingegneria, fisica e poi,in ultima analisi, si è occupato stabilmente di architettura. Vive a Maastricht e ha sedi di lavoro anche ad Amsterdam e Zurigo.

Wiel Arets balza per la prima volta alla ribalta internazionale con il completamento a Maastricht, dell’Accademia di Arte e Architettura nel 1993.

Nel 2004 Arets completato la biblioteca dell’Università di Utrecht, situato nella zona Uithof del campus progettato da OMA. A proposito dell’intervento Kayzuyo Sejima (SANAA) dice:

“L’edificio è affascinante in molti modi, ma soprattutto sento un po’ di caldo umanesimo provenire da esso. All’interno del suo involucro nero, Wiel Arets è riuscito a ritagliare un arsenale di spazi diversi – alcuni bassi, alcuni alti, alcuni ampi, alcuni spaziosi, alcuni compressi, alcuni luminosi, alcuni scuri. Si tratta di un edificio che non appare mai noioso. Esso offre un momento per tutti.”

Le opere progettate dall’architetto olandese generalmente si caratterizzano per un approccio minimalista, geometrico e austero che risponde alle contingenze locali in modo flessibile. Proprio in relazione a questo Arets spiega: ‘”Vogliamo che i nostri edifici sappiano adattarsi al contesto esistente, pur rimanendo flessibili e aperti al cambiamento.”

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